- Bellante
- Campli
- Canzano
- Castellalto
- Castelli
- Civitella del Tronto
- Colonnella
- Controguerra
- Corropoli
- Cortino
- Crognaletto
- Giulianova
- Martinsicuro
- Montorio al Vomano
- Mosciano Sant'Angelo
- Notaresco
- Rocca Santa Maria
- Sant'Egidio alla Vibrata
- Sant'Omero
- Teramo
- Torano Nuovo
- Torricella Sicura
- Tortoreto
- Valle Castellana
Bellante
Grosso centro nelle vicinanze di Teramo, da questo comune si gode una magnifica vista sia del mare Adriatico che del Gran Sasso. Sviluppatosi notevolemente negli ultimi anni con la piccola e media industria, Bellante ha avuto origine nel XII secolo. Dell’abitato più antico restano tracce archeologiche risalenti al periodo preromano. La prima documentazione del paese fa riferimento ad una citazione del XII sec. Divenuto feudo degli Acquaviva, passò poi sotto i Riario e i Cattaneo. Il borgo antico, di origine medievale, era collocato sul Colle della Civita, dove rimangono resti di mura. Nel cinquecento la popolazione si spostò nell’attuale sito. Posto sul versante nord della Vallata del Tordino, il paese conserva testimonianze che meritano particolare attenzione: la porta di accesso praticata in una torre, caratterizzata da beccatelli, e risalente al XII secolo. Pochi sono i ruderi relativi al castello. Da vedere la parrocchiale (Santa Maria) con una facciata in cotto e un portale del 1533, affiancata da un campanile. Nell’interno, di carattere settecentesco, sono conservate opere pregevoli, tra cui il dipinto epifania, appartenente alla scuola di Paolo Veronese, datato al 1793, di Niccolò Monti, pittore di Ascoli Piceno. Pregevole è la croce processionale in argento, opera attribuita a Nicola da Guardiagrele.
Campli
Antica città d'arte con una popolazione comunale di circa 7.300 abitanti, situata all'estremità settentrionale dell'Abruzzo, su un colle (393 m. slm) ai piedi della "Montagna dei Fiori". Il territorio è compreso nell'area del Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga. La nascita di Campli si perde nella notte dei tempi, come testimoniano i preziosissimi reperti archeologici rinvenuti in varie zone del territorio e, soprattutto, nella necropoli di Campovalano. La città, di cui restano ancora rilevanti tracce delle antiche fortificazioni (es. la Porta di accesso al quartiere orientale di Castelnuovo) e torri di avvistamento (Torre dei Melatino, eretta nel 1394), visse il suo periodo di massimo splendore tra il XIII e il XVII secolo, epoca durante la quale fu edificata la maggior parte degli splendidi tesori artistici che oggi si possono ammirare all'interno del suo centro storico: la Collegiata di S. Maria in Platea (XIV sec.), il Palazzo del Parlamento o Palazzo Farnese (XIV o XV sec.), la chiesa di S. Francesco (XIII sec.), con magnifico portale, la chiesa di S. Giovanni Battista (XI sec.). Nel maggio del 1776 fu aperta, nel centro della città, la Scala Santa, formata da 28 gradini in legno che bisogna salire in ginocchio per poter beneficiare delle stesse indulgenze attribuite alla Scala Santa di Roma. Nei locali dell'ex convento di S. Francesco è ospitato il Museo Nazionale Archeologico, uno dei più importanti d'Abruzzo, dove sono esposti preziosi reperti rinvenuti durante gli scavi effettuati nella necropoli protostorica di Campovalano. Nella stessa località di Campovalano si trova l'antica e suggestiva chiesa di S. Pietro.
Canzano
Questo paese della Val Vomano è conosciuto per la sua cucina ed in particolare per il cosiddetto tacchino alla canzanese. Si suppone che in questo territorio vi fosse la presenza dell'uomo sin dalla preistoria. Il territorio occupato già in età del ferro, conserva resti di una villa romana. L’etimologia di Canzano è quasi certamente romana, dal personale gentilizio Cantius, ma la documentazione sull’abitato attuale non è anteriore al XII secolo. Tra i feudatari si ricordano gli Acquaviva e gli Alarcon y Mendoza. Ormai presente sulle rinomate guide di cucina, la fama di Canzano è legata essenzialmente alle sue tradizioni gastronomiche tanto da etichettare “alla canzanese” un piatto tipico della provincia teramana, il tacchino in gelatina. Dell’antica struttura medievale, un centro fortificato, restano le antiche difese ed una torre circolare risalente al sec XVI che fiancheggiava la cortina delle mura. Sopravvivono case in laterizio dei sec XVIII e XIX. Importante è l’antica chiesa di San Salvatore nel cui interno si conservano cicli di affreschi attribuiti al Maestro di Offida. Il portale reca scolpite negli stipiti immagini simboliche dei quattro evangelisti.
Castellalto
Castellalto è un grosso centro del Teramano; è situato a un'altitudine di 480 metri sul livello del mare ed ha una popolazione di ben 6250 abitanti. La sua particolarità è quella di essere formato da numerosissime frazioni. La recente scoperta di alcuni reperti archeologici fanno supporre che il paese esistesse sin dall'era preistorica. I reperti archeologici attestano la collocazione dell’abitato nella località dove oggi si sviluppa il centro, che compare nei documenti del X sec. Feudo della famiglia degli acquaviva insieme a Castelbasso, fu separato da questo nel 1592. Il comune, formato da diversi nuclei fa centro in Castelbasso che è ricco di numerose attrattive: racchiuso nelle antiche mura, conserva la chiesa di dei SS. Pietro e Andrea dal portale del 1338. In luglio e agosto vi si svolgono le manifestazioni di “Castellarte”. A Castellalto merita particolare attenzione la chiesa di S. Giovanni Evangelista con il portale datato al 1584 e i dipinti del settecento, ed anche la chiesa della Madonna degli Angeli con un altare barocco e i dipinti del XVIII secolo.
Castelli
Castelli è un piccolo centro di circa 1.400 abitanti (497 m. slm.) situato nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ai piedi dei Monti Camicia (2.564 m.) e Prena (2.561 m.). Fa parte del club de "I Borghi più belli d'Italia". La località è celebre per l'arte della ceramica, conosciuta ed apprezzata già in epoca pre-romana, e molti pezzi pregiati prodotti a Castelli sono esposti nei migliori musei del mondo (Louvre di Parigi, Metropolitan Museum of Art di New York, British Museum di Londra, Palazzo Venezia a Roma, e tanti altri). Un moderno ed efficiente Istituto d'Arte, posto nella parte alta del paese, prepara i giovani a mantenere sempre viva la grande tradizione artistica e artigianale di Castelli. All'interno della chiesa parrocchiale sono conservate una pregevole statua lignea medievale della Madonna con Bambino, la pala d'altare in maiolica di Francesco Grue (1647) ed altre maioliche votive che vanno dal XVIII al XIX secolo. Il Museo delle Ceramiche, ubicato in un ex convento, conserva una collezione di ceramica antica di inestimabile valore. A poca distanza dal centro abitato è da vedere la chiesa di S. Donato, con soffitto seicentesco in mattoni maiolicati.
Civitella del Tronto
Civitella del Tronto, comune della Val Vibrata posto ai confini con le Marche, è una cittadina ricca di arte e di storia.Di origine incerta, ha sempre avuto un ruolo di fondamentale importanza nella storia dell'Italia meridionale per la presenza dell'importante fortezza militare, impropriamente detta "Borbonica". La cittadella fortificata, unica nel suo genere in Abruzzo si trova in una splendida posizione panoramica dominante sulle colline sottostanti. Conserva nell’assetto urbanistico numerosi edifici medievali e rinascimentali racchiusi entro le mura. Le centrali vie Mazzini e via Roma sono costellate da abitazioni signorili come Palazzo del Conte de’ Termes del secolo XIV. Domina sull’abitato la Fortezza, baluardo dei Borboni, una delle più grandi d’Italia. In seguito ai danni subiti, di recente è stata sottoposta a restauro. Tra gli edifici religiosi si segnalano le chiese di S. Francesco con il rosone trecentesco uno splendido coro ligneo, una croce in argento e la chiesa di S. Lorenzo, costruita nel secolo XVI. Il territorio di Civitella comprende parte della Riserva Naturale Gole del Salinello. Poco distante dall’abitato si trova l’ Eremo di San Michele Arcangelo con grotte ricche di stalattiti e stalagmiti. Suscitano interesse i ruderi del castello Manfrino, fatto costruire da Manfredi.
Colonnella
Antichissimo borgo di circa 3.300 abitanti situato all'estremità settentrionale dell'Abruzzo, in prossimità del confine con le Marche. Alcuni reperti archeologici trovati nelle vicinanze hanno confermato l'esistenza di insediamenti abitativi nella zona già nel 5.000 a.C.. Colonnella sorse in seguito alla distruzione dell'antica Truento, città fondata dai Liburni e famosa, fino al VI secolo, per l'arte della tintoria in porpora. La storia più recente racconta che fu feudo della famiglia Colonnella, della città di Ascoli Piceno ed anche degli Acquaviva di Atri. Nel centro storico di Colonnella si può visitare la chiesa di S. Cipriano e S. Giustina e, appena fuori dall'abitato, la "Vecchia Fontana". Dalla collina sulla quale è ubicato il paese (303 m. slm) si ammira un panorama mozzafiato, che abbraccia la catena del Gran Sasso, il massiccio della Majella, i Monti Sibillini, il Mare Adriatico e la vallata del Tronto.
Controguerra
Controguerra è un piccolo centro di circa 2.500 abitanti - famoso per la produzione di pregiati vini D.O.C. - situato all'estremità settentrionale dell'Abruzzo, al confine con la regione Marche. Dal paese, posto su una collina a 267 m. di altitudine, si gode un panorama stupendo che abbraccia i monti della Laga, il Gran Sasso, il massiccio della Majella, il mare Adriatico e, a nord, un'ampia area della provincia di Ascoli Piceno. Si narra che dalla torre più alta del paese, nelle giornate molto limpide limpide, sia possibile vedere, con l'ausilio di un buon cannocchiale, la costa della Croazia. La località, che potrebbe avere origini antichissime, sembra sia stata fondata da profughi di paesi vicini distrutti dalle invasioni barbariche. I principali monumenti custoditi all'interno del borgo sono il Palazzo Ducale (così chiamato in riferimento ai Duchi Acquaviva, che un tempo ebbero in feudo la zona), con l'imponente Torrione che domina tutto il centro abitato; la chiesa di S. Maria delle Grazie e la chiesa parrocchiale di S. Benedetto.
Corropoli
Cittadina di stampo medioevale, posta a circa chilometri sette dallo sbocco autostradale dell'A14, è soprattutto nota per il villaggio Neolitico di "Ripoli", risalente a circa 5000 anni fa, che sorgeva nel suo territorio e che rappresenta uno dei più famosi centri preistorici d'Italia. Dagli scavi di Ripoli proviene la famosa tomba Neolitica della "Donna col Cane" (rinvenuta durante la campagna di scavi del 1914), attualmente custodita nei magazzini del Museo Nazionale Archeologico di Chieti. Il paese, posto su un colle della Val Vibrata, conserva edifici religiosi di notevole pregio. La parrocchiale è dedicata a S. Agnese: la costruzione che ha subito rifacimenti in epoche diverse, ha un campanile particolare che riprende le linee tipiche di quello di Atri, con la parte terminale caratterizzata da un prisma ottagonale ornato da ciotole policrome e sormontato da una interno è conservata una statua della Madonna delle Grazie , una Madonna con il Bambino detta Madonna Mejulana e la statua in legno della Madonna del Sabato Santo. Spicca nell’abitato la fontana datata al 1837. Famosa è l’attività dei cordai del paese che realizzano lunghe corde in canapa.
Cortino
Il comune di Cortino, posto a 29 chilometri ad ovest dal capoluogo di provincia ed a circa 1000 metri di altitudine, comprende ben 19 frazioni. Il suo territorio è ricco di sorgenti tanto da essere una meta ideale per gite ed escursioni.Nel cuore della boscaglia, sotto le sorgenti del Tordino, si possono raccogliere i funghi che, insieme al farro, ai fagioli di montagna, alle patate ed alle trote, costituiscono la base della gastronomia tipica di Cortino.Presso la frazione di Elce, esiste ancora un nucleo di abeti bianchi centenari, ormai rari. A Pezzella, troviamo la Chiesa di San Paolo con affreschi del 500 e del 600 mentre ad Altovia si possono ammirare i ruderi della chiesetta della Madonna del Carmine e la "Casa dei Briganti". Le frazioni di Padula e di Macchiatornella, ricche di paesaggi naturali di enorme interesse, sono la culla del Fiume Tordino.
Crognaletto
Situato all'interno del parco nazionale del Gran Sasso, il paese è composto da numerose frazioni. Le origini del comune sono medievali. Il rinvenimento di numerose testimonianze archeologiche attestano l’occupazione del sito già nel periodo italico. Il paese compare nei documenti del Duecento, quando l’abitato era ubicato a circa un chilometro dall’attuale sito. Dopo il 1813 il paese ottennne l’autonomia comunale, essendo fino ad allora rimasto nei possedimenti di Roseto. Collocato nel Parco Nazionale Gran Sasso-Monti delle Laga, il paese si estende su ambo i lati della valle di Vomano. Le abitazioni sono prevalentemente del periodo otto-novecentesco. Suggestiva risulta la chiesetta della Madonna della Tibia (XVII sec) arroccata su uno sperone di roccia, adiacente ad una casa del pellegrino ora quasi completamente diruta. Nelle frazioni, numerose, che fanno parte del comune, si conservano ancora strutture in pietra che conferiscono ai centri abitati un aspetto caratteristico. Attività atigianale particolarmente fiorente nel centro è la lavorazione del cuoio inciso: si utilizza il cuoio scuro che viene lavorato con gli strumenti del mestiere del calzolaio per produrre oggetti sapientemente decorati.
Giulianova
Giulianova è una città di circa 21.500 abitanti, tra le più importanti della provincia teramana. E' costituita da due realtà distinte:
- Giulianova Alta (68 m. slm.), l'antica cittadina ricca di storia che conserva splendidi monumenti di diverse epoche e offre, dal suo belvedere, una spettacolare vista sul mare;
- la moderna Giulianova Lido, attrezzatissima località balneare tra le più frequentate d'Abruzzo, dotata di una ampia spiaggia di fine sabbia dorata, di un Porto peschereccio molto efficiente e di un moderno Porto Turistico.
La città alta fu fondata nel 1470 da Giulio Antonio Acquaviva, Duca di Atri, allo scopo di dare una nuova dimora agli abitanti della romana Castrum Novum, distrutta pochi anni prima. Lungo l'intero perimetro della nuova città furono edificate fortificazioni e torri di difesa. Due di quelle torri - il Torrione detto "Il Bianco" e il torrione di "Porta Napoli" - sono ancora oggi in ottimo stato e ben visibili all'interno del tessuto urbano. Altri elementi che arricchiscono l'antico centro rivierasco sono la chiesa di S. Flaviano (XV sec.), la chiesa di S. Antonio (XVI sec.), il Santuario della Madonna dello Splendore (XVI sec.), la chiesa della Misericordia (XVI sec.), oltre ad alcuni stupendi palazzi di varie epoche.
Nella moderna Giulianova Lido spicca, ai margini della Statale Adriatica, la piccola chiesa di Santa Maria a Mare (prima metà del XIV secolo), con splendido portale trecentesco che, nella lunetta dell'arco a tutto sesto, mostra una Madonna col Bambino in altorilievo.
Isola del Gran Sasso
Anticamente chiamata Insulam, è posta alla confluenza dei fiumi Mavone e Ruzzo, ai piedi del massiccio del Gran Sasso d'Italia, ed è uno dei 44 comuni che fanno parte dell'immenso Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga. Isola del Gran Sasso (412 m. slm.) ha il privilegio di comprendere nel proprio territorio comunale la stupenda vetta del Corno Grande (2.912 m.), la montagna più alta dell'intera catena appenninica. Il paese e il territorio comunale (circa 4.900 gli abitanti complessivi) sono ricchi di attrattive artistiche (stupenda l'antichissima abbazia di S. Giovanni ad Insulam) e naturali. A circa 2 km da Isola del Gran Sasso si trova il Santuario di S. Gabriele dell'Addolorata, Patrono d'Abruzzo, dove sono conservate le reliquie del "Santo dei giovani". Il Santuario, fondato da S. Francesco d'Assisi nel 1215, è uno dei 15 luoghi di culto più visitati del mondo.
Martinsicuro
Martinsicuro, pur essendo diventato comune autonomo soltanto nel 1963, vanta origini antichissime.Scavi archeologici hanno permesso l'identificazione, sul complesso collinare soprastante il fiume Tronto, di un ampio villaggio protostorico databile fra l'età del bronzo e la prima età del ferro (1000-800 a.c.).Il suolo di Martinsicuro custodisce i resti prestigiosi della città antica di Trentum-Castrum Trentinum fondata secondo Plinio il Vecchio dal popolo dei Liburni.L'Antico quartiere urbano, dopo le devastazioni della guerra gotica e l'occupazione longobarda, fu abbandonato all'inizio del VII secolo.L'insediamento, sopravvissuto nel periodo medioevale nella fascia compresa tra il Tronto ed il sito del successivo Torrione di Carlo V con il nome di "Turris ad Trunctum"ossia Torre a tronto, venne definitivamente abbandonato fra il XIV ed il XV secolo. Il fenomeno insediativo riprenderà soltanto All'inizio del XIX sec. concentrato in alcune case ed una chiesetta (Madonna della Consolazione) presso l'attuale Via po.
Montorio al Vomano
Il paese è situato nella alta valle del Vomano, non molto lontano dal massiccio del Gran Sasso. Oltre che sull'agricoltura, Montorio al Vomano punta la propria economia sul commercio e sulla piccola industria. Il borgo antico ha caratteristiche tipicamente medievali. Questo insediamento urbano era molto conosciuto al tempo dei romani che in queste zone costruirono molti villaggi. Il nome Montorio deriva dal latino Monte Aurum. Una curiosità: nel corso del XVIII secolo fu dato inizio alla costruzione di una fortezza imponente, la cosiddetta fortezza di San Carlo, che però non fu mai completata. L'antico abitato, posto su un'altura della valle del Vomano, conserva esempi di edilizia civile risalente ai secoli XV-XVII. Diverse sono le emergenze monumentali: la chiesa di S. Rocco, con portali dei secoli XVI e XVII e pregevoli altari lignei barocchi, splendidi parati del XVIII secolo e un importante dipinto cinquecentesco raffigurante la Resurrezione, opera di Vincenzo Pagani. La chiesa dell'lmmacolata Concezione o degli Zoccolanti custodisce leggiadri stucchi di Carlo Piazzoli; interessanti stucchi, del XVIII, secolo si trovano anche nella chiesa di S. Filippo Neri, mentre in quella di S. Antonio di Padova è custodita una bella acquasantiera del cinquecento. Al margine dell'abitato, nella chiesa dei Cappuccini, notevole è l'altare maggiore ligneo, del seicento.
Mosciano Sant'Angelo
Località di circa 8.300 abitanti situata su una bassa collina (227 m. slm.), tra le valli dei fiumi Tordino e Salinello. L'origine del paese risale all'anno 897 e fu opera dei Monaci Benedettini. La sua storia racconta che fu anche ducato degli Acquaviva di Atri. Si ipotizza che le mura fortificate dell'antico borgo fossero intervallate da ben sette torri. La costruzione della Torre Acquaviva e delle mura merlate risale, con certezza, all'anno 1397, e furono edificate dai monaci benedettini. Poco fuori dal centro abitato si trova il convento dei Sette Santi Fratelli, con soffitto ligneo settecentesco. Nel territorio di Mosciano Sant'Angelo, a pochi chilometri da Giulianova, sorge la suggestiva frazione di Montone, borgo medievale fortificato che conserva ancora tre torri ed una parte dell'antica cinta muraria, ed è arricchito da una meravigliosa chiesa parrocchiale di stile gotico e da un pregevole sarcofago del XIV secolo conservato nella chiesa di S. Antonio.
Notaresco
Il paese, dopo molti anni passati a vivere soprattutto con l'agricoltura ha conosciuto un forte incremento dell'economia in virtù della nascita di numerose realtà produttive che fanno del comune un centro moderno al passo con i tempi. La storia di Notaresco trae probabilmente origine dell'epoca dei romani che in questa zona istituirono un municipio chiamato Interamnia Praetuttiorum perché era, appunto, un antico territorio dei Praetutti. Notaresco è situato su un colle nella valle del Vomano.Dal Rinascimento in poi il paese è stato sotto il governo della famiglia degli Acquaviva. Il nome di Notaresco potrebbe derivare da Lotaresco, proprietario di un castello della zona.
Rocca Santa Maria
Il comune di Rocca S. Maria, distante da Teramo chilometri 27 e con un altitudine di 1074 metri, è un antico borgo montano formato da 11 frazioni e con meno di 900 abitanti.Il suo territorio è ricco di verdi pascoli, di alture boscose che arrivano sino alla provincia di Rieti e di sorgenti che alimentano i torrenti Tordino e Castellano.Tra i boschi di Rocca S. Maria ricordiamo il Bosco Martese famoso per gli episodi della Resistenza Partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale.La località turistica più famosa del territorio di Rocca S. Maria è la frazione del "Ceppo" sita nel verde Bosco Martese, dove è possibile fare passeggiate immersi in uno splendido scenario naturale incontaminato. Nel periodo invernale è inoltra possibile utilizzare una bellissima pista di sci di fondo che si snoda all'interno del bosco.
Sant'Egidio alla Vibrata
Sant'Egidio alla Vibrata, "Ilium" in epoca romana, è un moderno centro industriale e commerciale di circa 8.800 abitanti, situato in Val Vibrata, all'estremo nord della regione abruzzese, quasi sulla linea di confine con le Marche. Il monumento più importante della località, posta su una collina di 237 m., è la chiesa medievale di S. Egidio Abate (XII sec.). La storia di S. Egidio alla V. è, come quella di tutti gli altri centri della regione, lunga e travagliata, ma la dominazione dei Longobardi ebbe, se non altro, il merito di lasciare in eredità ai posteri le fortificazioni del suggestivo antichissimo borgo di Faraone Vecchio, con la splendida porta di accesso che ancora oggi si presenta in ottimo stato. Il piccolo borgo, completamente abbandonato a causa di un rovinoso terremoto che lo ha gravemente lesionato, fu accorpato al comune di Sant'Egidio nel 1863, nel periodo dell'Unità d'Italia.
Sant'Omero
Piccolo borgo, con una popolazione comunale di circa 5.300 abitanti, posto su una collina a 209 m. di altitudine, tra la Val Vibrata e la Valle del Salinello. Anche S. Omero, come tante altre località dell'Abruzzo centro-settentrionale, fu a lungo possedimento dei Duchi Acquaviva di Atri. Nel centro storico si trovano l'antica chiesa della Misericordia e la chiesa della SS. Annunziata mentre, appena fuori dal paese, è situata la suggestiva, stupenda chiesa di S. Maria ad Vicum, da taluni considerata la chiesa più antica d'Abruzzo, poichè fanno risalire la sua edificazione ad un periodo anteriore all'anno Mille.
Teramo
Teramo, città d'arte di circa 51.000 abitanti, è ubicata su un altopiano (432 m. slm.) circondato da uno spettacolare scenario di montagne (a nord-ovest) e di verdi colline che degradano dolcemente verso la mcosta. Di antichissime origini, la città fu chiamata Pretut dalla colonia fenicia che la abitò per prima. In seguito i Romani la chiamarono Interamnia Praetuttianorum per la sua posizione tra i due fiumi Tordino e Vezzola. Sotto il dominio di Roma (Pretut fu conquistata nel 268 a.C.) Interamnia acquistò benemerenze per aver valorosamente e strenuamente combattuto contro i Cartaginesi e divenne, al tempo stesso, municipio e colonia. Fu il periodo di maggior fulgore della città, che vide nascere, sotto gli imperatori Augusto ed Elio Adriano (originario della vicina Atri), terme e templi, anfiteatro e teatro. Dopo la caduta dell'Impero Romano fu distrutta, agli inizi del 400, dai Goti e dai Visigoti. In seguito alla conquista dei Longobardi la città, rinominata dapprima Aprutium e successivamente Teramum, fu annessa al Ducato di Spoleto. Prima dell'unità d'Italia Teramo visse ulteriori alterne vicende storiche sotto il dominio dei Normanni, della Signoria degli Acquaviva, della dominazione vescovile, del Regno di Napoli etc. Il centro storico della città è ricco di monumenti di notevole valore storico-artistico come il Teatro Romano (I sec. a. C.), che poteva accogliere circa 3.000 spettatori; i resti dell'Anfiteatro Romano (I sec. d. C.); la cattedrale di S. Berardo (XII-XIV sec.), con spettacolare portale del 1332, che conserva pregevoli opere in argenteria come il paliotto, realizzato nel XV secolo da Nicola da Guardiagrele, e il busto di S. Berardo (XV sec.); la chiesa di S. Antonio (XIII sec.); il Palazzo Vescovile (XIV sec.); il medievale Palazzo Municipale; la chiesa di S. Agostino (XIV sec.); la chiesa dei Cappuccini; la casa dei Melatino (XIV sec.). Di grande effetto scenografico alcuni edifici di vario stile come Palazzo Delfico, il castello della Monica, il Palazzo della Provincia, Palazzo Castelli ed altri. Appena fuori le mura del centro storico più antico si trova il suggestivo Santuario di S. Maria delle Grazie, nel cui interno è posta una splendida statua lignea di Madonna con Bambino attribuita a Silvestro dell'Aquila. Su un colle a pochi chilometri dalla città è ubicato l'osservatorio astronomico di Collurania.
Torano Nuovo
Torano il cui nome deriva forse dalla divinità etrusca "Turan", o da "Turris-Torre" è situato a sinistra del torrente Vibrata ed ha un altitudine di 241 metri.E' soprattutto noto per la coltivazione della vite il cui vino, secondo la tradizione, servì ad Annibale per curare i cavalli rognosi dopo la battaglia del Trasimeno. Raso al suolo nel 1494, durante la guerra del gesso di Carlo VIII, fu ricostruito dagli abitanti scampati all'eccidio, i quali aggiunsero all'antica denominazione l'aggettivo Nuovo. Sul versante sud della valle Vibrata. Tra le emergenze architettoniche più importanti vi è l'antica chiesa di S. Massimo a Varano( sec.X-XI), sita fuori l'abitato, che era sotto la giurisdizione dell'abbazia di Montecassino. In località Villa Torri interessante è la chiesa di S Martino, adiacente a Villa Cornacchia, con affreschi, armi e costumi della famiglia omonima, anteriori al 1577. Nota in passato per l'allevamento dei bachi da seta, oggi si segnala per l'alta qualità della produzione vinicola; accanto ai vini DOC più noti, Montepulciano, Trebbiano e Sangiovese, si sta reintroducendo la coltivazione di uve più rare, da cui si ricavano vini Cabernet, Sauvignon, Verdicchio, e l'autoctona Passerina, che si sposano felicemente con i formaggi ed i salumi tipici locali.
Torricella Sicura
La cittadina di Torricella Sicura è posta alle falde dei Monti della Laga ed è distante da Teramo chilometri sette. Recenti scavi archeologici hanno portato alla luce i resti di un tempio italico sulla cima del monte Fano, mentre avanzi di mura preromane sono state rinvenute a Magliano da capo, il tutto a testimoniare la remota antichità di questi luoghi.La zona, un tempo popolata da briganti e da partigiani borbonici, si è aperta al progresso intorno agli anni 60 grazie ad iniziative industriali e commerciali. Paese dalla incerta toponomastica (secondo alcuni “sicura” deriverebbe da “oscura”, per altri l’appellativo deriverebbe da uno stanziamento di Siculi, alla fine dell’anno mille), racchiude nelle sue frazioni antiche presenze italiche, romane e altomedievali, testimoniate da una serie di ritrovamenti, avvenuti a partire dal secolo diciannovesimo. In epoca medioevale il feudo fece capo al Ducato di Spoleto; dal sec. XIV, con la fine della feudalità, il paese e il suo territorio furono assoggettati alla giurisdizione del Vescovo di Teramo.
Tortoreto
Suggestiva cittadina di circa 7.850 abitanti situata nell'area settentrionale della regione Abruzzo, su una collina (239 m. di altitudine) a ridosso del mare Adriatico. Reperti ritrovati nella zona testimoniano la presenza dell'uomo sul territorio fin dalla Preistoria. La prima notizia storica è del 943: in un documento di quell'anno viene menzionata la corte di "Turtustu". L'antico abitato di Tortoreto Alto conserva ampi resti di una prima cinta muraria del XIV secolo, inglobati nella scarpa di una seconda cerchia di mura databili al secolo successivo. Di particolare interesse è la chiesa di S. Maria della Misericordia, dove si possono ammirare gli splendidi affreschi eseguiti nel 1526 da Giacomo Bonfini e dai suoi collaboratori. La moderna frazione di Tortoreto Lido è una rinomata località balneare dell'Adriatico, con spiaggia di sabbia finissima e acque limpide.
Valle Castellana
Posto sulle falde dei monti della Laga, il paese è popolato da turisti soprattutto nel periodo invernale per la presenza di piste da sci. Numerosi i rinvenimenti di reperti archeologici che fanno comprendere l'antichità di questo comune. Non distante dagli impianti sciistici di San Giacomo-Monte Piselli, è un'ottima base per escursioni naturalistiche e archeologiche tra le più belle dell'Appennino, per esempio verso la grotta S.Angelo, esplorata dal paleontologo Mario Radmilli, ricca di testimonianze, dal paleolitico medio inferiore, ai giorni nostri.














