L'olio Dop Petruziano delle Colline Teramane

Le zone di produzione

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L’olio extravergine di oliva Pretuziano delle Colline Teramane DOP presenta un colore giallo-verdognolo, un odore fruttato medio ed un sapore fruttato di media intensità, con lieve sensazione di amaro e piccante. E' ottenuto da olive delle varietà Leccino, Frantoio e Dritta, che devono essere presenti negli oliveti in misura non superiore al 75%. La zona di produzione e trasformazione delle olive destinate all’ottenimento dell’olio extravergine di oliva Pretuziano delle Colline Teramane DOP consiste nella fascia collinare che attraversa tutta la provincia di Teramo (da nord a sud) e che si estende dalla prossimità del mare verso l’entroterra per 25 - 30 km. Tale area comprende interamente i comuni di: Ancarano, Atri, Basciano, Bellante, Bisenti, Canzano, Castellalto, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Cermignano, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Montefino, Morro D’Oro, Mosciano S. Angelo, Nereto, Notaresco, Penna S. Andrea, S. Egidio alla Vibrata, S. Omero, Torano Nuovo; e parzialmente i comuni di: Alba Adriatica, Arsita, Campli, Castel Castagna, Civitella del Tronto, Colledara, Giulianova, Isola del Gran Sasso, Martinsicuro, Montorio al Vomano, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Silvi, Teramo, Torricella Sicura, Tortoreto e Tossicia. L’olivicoltura in tale zona ha spiccate finalita paesaggistiche e di difesa del suolo e dell’ambiente. Il territorio ha due componenti geografiche racchiuse in breve spazio: ad est il mare Adriatico e ad ovest il massiccio del Gran Sasso d’Italia. Questi elementi caratterizzano in modo particolare il clima determinando una forte escursione termica tra i diversi periodi dell’anno. Il territorio presenta una orografia piuttosto articolata con una serie di colline disposte a pettine e solcate da corsi d’acqua che scorrono verso il mare, quasi paralleli l’uno all’altro. Queste caratteristiche pedoclimatiche influiscono in maniera inequivocabile sulle caratteristiche della DOP Pretuziano delle Colline Teramane

Caratteristiche organolettiche e chimico-fisiche

L’olio extravergine di oliva Pretuziano delle Colline Teramane all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere ai seguenti criteri:

Caratteristiche organolettiche
colore: giallo-verdognolo
odore: fruttato medio
sapore: medio fruttato con lieve sensazione di amaro e piccante
panel test: > 6,5

Caratteristiche chimico-fisiche

acidità totale espressa in acido oleico, in peso, non superiore a 0,5 gr per 100 gr di olio
n° perossidi: Meq02/kg<12
K232: < 2,0
K 270: < 0,20
polifenoli: > 120 mmg/kg
acido oleico: < 70%

LA DENOMINAZIONE DOP

Il pretuziano delle colline teramane è stato riconosciuto D.O.P. con Reg. 1491 del 25.8.03 ed è tutelato dal Consorzio di Tutela promosso dall'Unaprol in collaborazione con la Coldiretti e l'Unione Provinciale Agricoltori. Il controllo è affidato alla CCIAA di Teramo. La denominazione di origine protetta Pretuziano delle Colline Teramane è riservata all’olio extravergine di oliva ottenuto dalle olive appartenenti alle seguenti varietà: Leccino, Frantoio e Dritta congiuntamente fino al 75%, provenienti dall'oliveto certificato il restante 25% è rappresentato da varietà locali minori, tra le quali sono maggiormente diffuse il Tortiglione, la Carboncella e la Castiglionese, sempre presenti in quell'oliveto.

Oleifici nelle vicinanze del Resort Olympus di Alba Adriatica

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L'azienda agraria della famiglia De Albentiis - Marcozzi Rozzi produce sotto regime biologico. Si dedica alla produzione di cereali, erba medica, leguminose e culture specializzate di olivo e vite. Ha una superficie di 30 ettari e si trova su una assolata collina nei pressi del borgo medioevale di Guardia Vomano di Notaresco, vicino alla chiesa romanica di San Clemente. L'oliveto è composto da 2.238 piante di cui 486 vecchi olivi di varietà autoctone, Tortiglione, Dritta, Carboncella, Maraiolo. La raccolta sulle piante viene attuata manualmente e la molitura nella stessa giornata nel vicino frantoio di tipo continuo degli eredi Gramenzi. Azienda: Azienda Agricola Marcozzi Rozzi De Albentis di Marcozzi Rozzi Ernesta Indirizzo: Guardia Vomano - Notaresco - 64024 Notaresco Telefono : 0861.250352 Fax: 0861.250352

www.oliopretuziano.it
aziendasanclemente@virgilio.it

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L'azienda è sita a circa 500 metri sul livello del mare. Le principali culture sono: leccino, maurino, frantoio, dritta e tortiglione piante secolari tipiche proprio del territorio teramano, che personalizza un olio ad alto contenuto di polifenoli (antiossidanti) i quali determinano una prolungata conservabilità dell'olio nonchè benefici salutistici. La coltivazione diretta degli impianti olivati, gli innovativi impianti estrattivi ed un'adeguata sala di confezionamento, di proprietà dell'azienda, consente di garantire inalterate tutte le caratteristiche organolettiche e chimicofisiche dell'olio petruziano teramano.  Azienda: Oleificio Di Simone di Impallatore Adriana Indirizzo: frazione Poggio Cono, 23 - Teramo - 64100 Teramo Telefono: 0861.555151 Fax: 0861.555151

www.oleificiodisimone.it
info@oleificiodisimone.it

Masseria Erasmi

La Masseria Erasmi pone le sue radici in Abruzzo, nel territorio collinare di Castilenti, a 10 Km dalla costa. Le particolari caratteristiche del terreno e un clima tipicamente mediterraneo rendono queste zone particolarmente adatte alla coltivazione degli ulivi, e di questo la Masseria Erasmi fa la sua vocazione sin dal 1895. Il rispetto dell'equilibrio e delle caratteristiche del terreno sono la garanzia che l'azienda Erasmi offre a quanti sono alla ricerca di un olio extravergine di oliva di qualità ottenuto per sgocciolamento naturale a freddo di olive sane e mature accuratamente selezionate. Azienda: Masseria Erasmi Indirizzo: contrada Santa Croce, 2 - Castilenti - 64035 Castilenti contatto 1: 085 9492854 contatto 2: 368 7852311Fax: 085 9492854

www.masseriaerasmi.it

Azienda Di Melchiorre

L'azienda Di Melchiorre è situata a Cellino Attanasio, sulle colline Abruzzesi della provincia di Teramo e produce olio extravergine con il metodo tradizionale della spremitura a freddo. Le piante plurisecolari di olivo che con cura, passione ed amore vengono ancora oggi conservate e coltivate, sono la testimonianza di una cultura tramandata di generazione in generazione. Qui, le antiche varietà tradizionali coltivati nei vecchi oliveti della zona, Tortiglione, Dritta, Carboncella, Castiglionese ed altre ancora, sono le vere custodi silenziose di antichi e preziosi sapori tipici del territorio abruzzese. Azienda: Di Melchiorre Indirizzo: contrada Mingarelli - Cellino Attanasio - 64036 Cellino Attanasio Telefono: 0861 668771Fax: 0861 668771

castiglionegiovanni@libero.it
info@masseriaerasmi.it

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L’azienda De Antoniis ha  riservato da sempre particolare attenzione all’olio di oliva ottenendo importanti riconoscimenti in concorsi internazionali (SOL 2008) e regionali (Orolio 2008). Circa venti anni fa ha rinnovato e ampliato l’oliveto avendo cura di salvaguardare tutte le piante. Prodotto d'eccellenza dell'azienda è l’olio DOP Netàre, caratterizzato da una bassissima acidità oleica, un alto livello di polifenoli ed un basso contenuto di perossidi. Dal colore dorato con sfumature di colore verde esprime un fruttato intenso con  profumo di mandorla, gusto fresco con sensazioni di amaro e piccante, armonico ed equilibrato.    Contatti Azienda: De Antoniis Indirizzo: Via Metella Nuova 56 - Sant'Omero - 64027 adeledeantoniis@alice.it

Frantoio Montecchia Dopo una ventennale collaborazione come responsabile della produzione, Gennaro Montecchia rileva l'intera quota aziendale del frantoio Di Pasquale e, insieme al fratello Massimiliano e alla moglie Amina Valentini, continua con passione ed impegno la produzione di olio extra vergine di oliva. Sue produzioni il monocultivar "tortiglione", il "denocciolato" e dal 2006, ultimo nato, il DOP Pretuziano delle Colline Teramane. Nel marzo del 2008 inizia la costruzione del nuovo frantoio sempre in contrada Case Di Pasquale a Morro d'Oro con sala panel e degustazione per i clienti. Azienda: Frantoio Montecchia snc Indirizzo: Contrada Case Di Pasquale, 29 - Morro d'Oro - Morro D'Oro - 64020 Tel.: 085.895141Fax: 085.895141

www.frantoiomontecchia.it
info@frantoiomontecchia.it

FORMAGGI:

Pecorino Marcetto

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E’ un formaggio pecorino dall’odore forte e penetrante e dal sapore decisamente piccante, cremoso e di colore giallo oro. Deve le sue caratteristiche allo sviluppo, durante il periodo di stagionatura, di larve della  mosca  Phiophila casei. Attualmente le zone di maggior produzione sono le aree interne della Provincia di Teramo. Durante la fase della maturazione del pecorino, quando può essere ancora presente del siero, forme non ancora ben stagionate o con presenza di crepe sulla crosta,  possono essere attaccate dal dittero che vi depone le uova. Comincia così, con lo sviluppo delle larve, un processo di degradazione a carico soprattutto delle proteine. La pasta diventa così cremosa e piccante. Quando il fenomeno interessa tutta la pasta, la forma viene esposta all’aria o avvolta in teli bianchi per permettere l’allontanamento delle larve. La crema viene quindi riposta in recipienti di terracotta o vetro per essere consumata tal quale o omogeneizzata con altro formaggio. La particolarità di questo formaggio è la notevole piccantezza, che lo rende  molto ricercato.

Pecorino di Atri

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Ottenuto da latte intero e crudo di pecora con caglio di agnello, è un formaggio a pasta compatta, semicotta, di colore giallo paglierino con occhiatura minuta e poco diffusa. E’ un prodotto tipico della zona pedemontana ed in particolare di quella “atriana”. Di questo pecorino molto nota è la versione sott’olio detta “pecorino di Montone” - che si ottiene mettendo le forme intere di 30-40 giorni a maturare dentro barattoli di vetro ricoperte con olio extra-vergine d’oliva. Il prodotto è maturo dopo 6-8 mesi e si presenta ancora tenero, dal sapore delicato e gradevolmente piccante.

CARNI:
La carne "marchigiana" IGP

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La storia della razza Marchigiana,  inizia verso la metà del XIX secolo quando gli allevatori marchigiani incrociarono il bovino podolico autoctono (derivato dal Bovino dalle grandi corna) giunto in Italia nel VI secolo d.C. con tori chianini per ottenere una razza con maggior attitudine al lavoro e alla produzione di carne. L'effetto di questo incrocio fu una trasformazione evidente del bovino: miglior sviluppo muscolare, mantello più chiaro, corna più corte e testa più leggera. Dopo un ulteriore incrocio con la razza romagnola agli inizi del XX secolo, per abbassare la statura e rendere la razza adatta al lavoro dei campi, la Marchigiana assunse i caratteri attuali. Ottima produttrice di carne, sia in termini di resa al macello che di qualità delle carni (leggermente rosate e con grana fine), la Marchigiana viene oggi allevata in tutta l'Italia centrale, con punte di diffusione in Campania, Sicilia e all'estero (soprattutto Canada Usa e America Latina). L'ottima capacità di adattamento ne fa un bovino ideale per il pascolo in terreni difficili, e quindi un veicolo di recupero e valorizzazione economica dei cosiddetti terreni marginali.    Caratteristiche tecniche Ricoperto da un pelo corto, bianco e liscio, con sfumature grigie sulle spalle, l'avambraccio e le occhiature, il bovino Marchigiano si riconosce per la cute pigmentata, la testa possente ma leggera, il collo corto, gibboso nei maschi, con giogaia ridotta e lo sviluppo armonico delle varie regioni somatiche.

Ventricina teramana

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La zona di produzione è compresa tra la fascia montana e pedemontana-collinare del comprensorio dei monti della Laga e del Gran Sasso. E’ un salume particolarmente grasso (50%-60% dell’impasto), a grana fine, spalmabile, dal colore tendenzialmente chiaro e dal sapore piccante e arricchito di essenze naturali locali. Per la preparazione vengono utilizzati ritagli di prosciutto, guanciale, pancetta e sugna macinati finemente e mescolati ad aglio, rosmarino, peperone rosso dolce o piccante, sale e pepe. L’impasto viene insaccato immediatamente nella vescica o, secondo la più antica tradizione, nello stomaco del maiale; attualmente lo si conserva sempre più spesso in barattoli di vetro. Il prodotto viene consumato dopo alcuni giorni, ma la stagionatura consigliata è comunque di 90 giorni in ambiente fresco ed umido.

Arrosticini di pecora

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Sono spiedini formati da piccoli tocchi di carne ovina, infilati su un bastoncino di legno, per un peso variabile di 20-30 gr. e con una presenza del 25 % di carne grassa. La cottura viene effettuata con brace o carbonella di quercia o di faggio. Il consumo deve essere immediato, per esaltarne la fragranza. Legati , nella cultura alimentare teramana, alla pastorizia e transumanza, conoscono ormai da decenni un  successo consolidato tanto da competere ormai con il consumo dell’agnello.

VARIE:
Miele locale

La produzione del miele interessa l’intero territorio ; tipico è il “Millefiori di Montagna” i cui apiari sono localizzati ad un’altitudine minima di 800 m slm, il Miele di “sulla”, “lupinella”, “girasole”, “santoreggia”, “acacia”. La produzione è comunque di particolare qualità (risulta ai primi posti in Italia) grazie alle vastissime aree montane e protette che caratterizzano la regione

Marrone di Valle Castellana

L’area di produzione è il Comune di Valle Castellana. Il frutto ha forma ovale ellittica, il pericarpo è di colore marrone lucido con striature rossastre, l’episperma sottile si separa facilmente dal seme, la polpa particolarmente gradevole al gusto. La raccolta dei marroni avviene attraverso la battitura dei ricci e successiva costituzione delle ricciaie dove si attende la loro apertura. I marroni, oltre ad essere direttamente commercializzati, vengono lasciati nelle ricciaie fino a dicembre. La cura dei castagneti e la raccolta dei loro frutti era una pratica molto diffusa nel territorio interessato, di cui si ha testimonianza fin dal XIII secolo.

Tartufo della Laga

Gran parte del territorio dei Monti della Laga è dotata di una spiccata vocazione al tartufo. La Laga, secondo gli esperti, è uno degli itinerari micologico-turistici con le maggiori potenzialità dell'Italia centrale. Il territorio si presenta in giusto equilibrio tra un paesaggio agricolo di tipo marginale ed una buona copertura arborea che fa registrare buone produzioni delle sue tartufaie naturali. La composizione calcarea della maggior parte dei suoli, la naturalità degli ambienti caratterizzati dalla vegetazione spontanea, la modesta acclività dei terreni ed i suoli poco sfruttati da una agricoltura ancora molto lontana da quella intensiva, sono tutti fattori positivi che concorrono a rendere il territorio in questione, ideale per lo sviluppo della coltivazione dei tartufi. Per quanto riguarda le specie di tartufo presenti nella Comunità Montana della Laga si può affermare che vi nascono un pò tutte le specie presenti in Italia, con una maggiore vocazione per il tartufo nero estivo e per quello bianco pregiato.
Il tartufo nero (T. aestivum) nasce quasi tutto l'anno in tutto il territorio della Laga: a basse quote quasi sempre legato alle piante di quercia ai margini dei campi coltivati, a quote pedemontane sotto carpini e noccioli e nelle faggete montane con la varietà dell'Uncinatum.
Il tartufo bianco pregiato (T. magnatum)che è il più pregiato del mondo, nasce praticamente solo in Italia e viene commercializzato in tutto il mondo. Sulla Laga lo si trova in autunno in diversi siti di ridotta estensione, in terreni marmosi o sabbiosi, principalmente sotto popolamenti spontanei di pioppi e salici lungo corsi d'acqua o ripe limitrofe.

PIATTI TIPICI DELLA TRADIZIONE ABRUZZESE:

Antipasto alla giuliese - Antipasto di fegatini - Fuje strascinite - Patate 'mporchettate - Cardone in brodo - I Cannelloni - Le ceppe al sugo - Le Virtù - Maccheroni alla chitarra - Minestrone alla Torricellese - Pappicci al pomodoro - Ravioli dolci di ricotta- Scrippelle 'mbusse - Spaghetti alla giuliese - Timballo di scrippelle - 'Ndocca 'ndocca - Baccalà di Natale - Brodetto alla giuliese - Cacio e ovo - Capra alla neretese - La porchetta - La Tiella - Mazzarelle teramane - Stocco alla corropolese - Tacchino alla canzanese - Bocconotti - Caggionetti - Pan Ducale - Pepatelli - Pizza cola - Pizza di Pasqua - Sassi d'Abruzzo - Sfogliatelle.

I Vitigni autoctoni teramani

Montepulciano d'Abruzzo

Vitigno autoctono Abruzzese, presente in coltura dal 1700, anche se molto spesso è stato associato e confuso con i Sangiovesi, dai quali si differenzia in modo sostanziale.Coltivato anche nelle Regioni limitrofe, Marche, Molise, Umbria, Puglia e Lazio. Nell'ultimo decennio, in forte espansione dopo il riconoscimento unanime dei notevoli pregi del vino. Vitigno generoso, ben adattato alle dolci e assolate colline abruzzesi, tipicamente allevato a tendone, anche se recentemente offre ottime produzioni su spalliera è a foglia pentalobata, con grappolo medio, mediamente compatto, di forma piramidale o conica, spesso alato;acino medio leggermente ovoide, con buccia pruinosa e consistente; mediamente vigoroso. Il vino è austero, largo, strutturato con sensazioni sensoriali complesse, dalla viola alla marasca, al cuoio, con una ottima evoluzione in invecchiamento.

Montonico

Vitigno presente almeno dallo scorso secolo in Abruzzo, soprattutto in provincia di Teramo (Montonico di Bisenti e Poggio delle Rose). Citazioni lo danno presente, seppure limitatamente, anche in altre Regioni del Centro. Da definire il grado di parentela con i vari Montonico presenti in Calabria ed anche in Umbria. È a bacca bianca con foglia medio-grande, pentalobata; presenta un grappolo grande, lungo, compatto o molto compatto, cilindrico-piramidale con acino grande, rotondo, appena punteggiato. È un vitigno vigoroso. Vino di colore giallo più o meno carico, a volte con riflessi verdognoli; di gradazione medio-bassa; profumi di fruttato o spezie, non ben marcati, con una discreta acidità; è stata verificata positivamente la possibilità di utilizzo per la spumantizzazione.

Passerina

Vitigno appartenente alla grande famiglia dei Trebbiani, autoctono delle regioni centrali dell’Italia. Viene coltivato in piccole quantità in Abruzzo dove è stato denominato “trebbiano Campolese “ o “camplese” nel teramano e nell’aquilano, mentre nel chietino “ trebbiano scenciato “ e nel pescarese “ trebbiano dorato”, in coltura anche nelle Marche ed ancora più limitatamente nelle regioni limitrofe, con diversi sinonimi. Vitigno a bacca bianca e con foglia grande; il grappolo è medio, quasi spargolo, alato composto, picciolo molto corto, acino medio grande, un po’ puntinato, giallastro a maturità. Il vino è di colore giallo paglierino, con riflessi verdognoli, con odori di floreale e fruttato, buona struttura.

Pecorino

Vitigno,di origine incerta, appartenente alla stessa grande famiglia dei Trebbiani, quella delle Aminee. È presente da lungo tempo nelle regioni centrali italiane, soprattutto Marche, Abruzzo e più limitatamente in alcune regioni limitrofe, probabilmente anche sotto altre diverse denominazioni. A bacca bianca con foglia medio piccola, quasi intera; grappolo medio, lungo piramidale cilindrico, spesso alato, semiserrato o spargolo; l’acino è piccolo e rotondo, di colore verde giallo a maturità; presenta vigoria medio-buona. Vino di colore giallo paglierino, con riflessi verdognoli; aroma fruttato, floreale e speziato, con buon tenore acidico e buona struttura.

Trebbiano d'Abruzzo

Appartenente alla grande famiglia dei Trebbiani, più vicino alla tipologia Biancame; presente quasi solo in Abruzzo e in qualche altro limitatissimo areale, con diverse denominazioni. Recentemente, nel 1994, è tato registrato nel catalogo nazionale delle varietà. In passato è stato confuso soprattutto con il Bombino Bianco, anche nel disciplinare della D.O.C . regionale. Vitigno a bacca bianca con foglia grande, pentagonale; il grappolo è grande, più o meno alato, compatto o molto compatto, a forma piramidale, a volte quasi composto con acino medio e grande, di colore giallo verdastro a maturità; vigoroso. Il vino è di colore giallo paglierino scarico, odori e sapori caratteristici, ma non ben delineati e pronunciati.

Disciplinari di produzione
Disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita

"Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane"

Decreto Ministeriale del 20 febbraio 2003 - G.U. n. 54 del 6 marzo 2003

 Articolo 1. La denominazione di origine controllata e garantita "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane" è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie: "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane", "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane" riserva.

Articolo 2. I vini di cui all'art. 1 devono essere ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica: Montepulciano minimo 90%; può concorrere alla produzione di detti vini il vitigno Sangiovese fino ad un massimo del 10%.

Articolo 3. La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane" ricade nel territorio dei comuni appresso indicati della provincia di Teramo: Ancarano, Atri, Basciano, Bellante, Campli, Canzano, Castellalto, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Celino Attanasio, Cermignano, Civitella del Tronto, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Giulianova, Martinsicuro, Montorio al Vomano, Morro d'Oro, Mosciano Sant'Angelo, Nereto, Notaresco, Penna Sant'Andrea, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Sant'Egidio alla Vibrata, Sant'Omero, Silvi, Teramo, Torano Nuovo, Tortoreto. Tale zona e' così delimitata (...) .

Articolo 4. Le condizioni ambientali dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane" devono essere quelle tradizionali della zona e atte a conferire alle uve le specifiche caratteristiche di qualità. In particolare le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane" devono essere ottenute unicamente da vigneti ubicati in terreni collinari o di altopiano, la cui altitudine non sia superiore a 550 m.s.l. con esclusione dei fondovalli umidi. Fermo restando i vigneti esistenti, per i nuovi impianti e i reimpianti la densità per ettaro in coltura specializzata non può essere inferiore a 3000 ceppi. I sesti d'impianto, le forme di allevamento e i sistemi di potatura sono quelli generalmente usati nella zona, e comunque atti a non modificare le caratteristiche peculiari dell'uva e del vino. Tuttavia per i nuovi impianti ed i reimpianti sono vietate forme di allevamento con forme a tetto orizzontali escluse le pergolette aperte. È vietata ogni pratica di forzatura. E' consentita l'irrigazione di soccorso. La resa massima di uva ammessa alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane", non deve essere superiore a 9,5 t ad ettaro di vigneto in coltura specializzata. Fermo restando il limite massimo sopra indicato, la resa per ettaro in cultura promiscua deve essere calcolata, rispetto a quella specializzata, in rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite. A tale limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata nel limite sopra indicato, purché la produzione non superi del 20% il limite medesimo. Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini a denominazione di origine controllata e garantita "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane" un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 12% vol. Nella vinificazione  ono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti, atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.

Articolo 5. Le operazioni di vinificazione, ivi compreso l'invecchiamento devono essere effettuate nell'interno della zona di produzione delimitata dall'art. 3. Tuttavia tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione il Ministero delle politiche agricole e forestali - Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini può consentire, su apposita domanda delle ditte interessate, che le suddette operazioni di vinificazione siano effettuate nell'ambito della provincia di Teramo a condizione che le ditte interessate dimostrino di aver tradizionalmente vinificato le uve prodotte nella zona nelle cantine per le quali si chiede l'autorizzazione. La resa massima dell'uva in vino non deve essere superiore al 70%. Qualora superi questo limite, ma non il 75%, l'eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata e garantita. Oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine controllata e garantita per tutto il prodotto. Il vino deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento di due anni di cui almeno un anno in botti di rovere o di castagno e sei mesi di affinamento in bottiglia. Il periodo di invecchiamento decorre dal 1° novembre dell'annata di produzione delle uve. Il vino a denominazione di origine controllata e garantita "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane" sottoposto ad un periodo di invecchiamento non inferiore a tre anni può portare in etichetta la menzione "riserva" fermi restando i periodi minimi di utilizzo del legno e affinamento in bottiglia. Il periodo di invecchiamento anche per la tipologia riserva è calcolato a partire dal 1° novembre dell'annata di produzione delle uve. È consentita l'aggiunta, in una sola volta, a scopo migliorativo, di "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane" più giovane a identico "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane" più vecchio nella misura massima del 15%. Non è consentita la pratica dell'arricchimento.

Articolo 6. I vini di cui all'art. 1 devono rispondere, all'atto dell'immissione al consumo, alle seguenti caratteristiche: "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane" e "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane" riserva; colore: rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee tendenti al granato con l'invecchiamento; odore: profumo caratteristico, etereo, intenso; sapore: asciutto, pieno, robusto, armonico e vellutato; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol; acidità totale minima: 4,5 g/l; estratto non riduttore minimo: 25 g/l. In relazione alla conservazione in recipienti di legno, il sapore del vino può rilevare un eventuale sentore di legno. È facoltà del Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini di modificare con proprio decreto, i limiti minimi sopra indicati per l'acidità totale e l'estratto non riduttore.

Articolo 7. Nella presentazione e designazione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane" ivi compresa la menzione "riserva" la dicitura deve essere conforme alle disposizioni comunitarie e nazionali in materia. Le bottiglie in cui viene confezionato il vino a denominazione di origine controllata e garantita "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane" per quanto riguarda l'abbigliamento, devono essere consoni ai caratteri di un vino di pregio. Per l'immissione al consumo dei vini a denominazione di origine controllata e garantita "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane" anche per la tipologia "riserva" sono ammessi soltanto recipienti in vetro di capacità non superiore ai tre litri. Per tutti e' prevista la chiusura con tappo di sughero. Nella presentazione e designazione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane" anche per la tipologia "riserva" e' vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare ivi compresi gli aggettivi "extra, fine, scelto, selezionato e similari". È tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e tali da non trarre in inganno l'acquirente. È consentito altresì l'uso di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, fattorie, zone e località comprese nella zona delimitata nel precedente art. 3 e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto. Sulle bottiglie contenenti il vino a denominazione di origine controllata e garantita "Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane" anche per la tipologia "riserva" deve sempre figurare l'indicazione dell'annata di produzione. La menzione vigna seguita dal relativo toponimo e' consentita alle condizioni previste dalla legge.

Disciplinare di produzione Controguerra DOC

Articolo 1. La denominazione di origine controllata "Controguerra", è riservata ai vini bianchi e rossi che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.Tali vini sono i seguenti: "Controguerra" rosso; "Controguerra" Cabernet; "Controguerra" bianco; "Controguerra" Ciliegiolo; "Controguerra" novello; "Controguerra" Pinot nero; "Controguerra" bianco frizzante; "Controguerra" Passerina; "Controguerra" spumante; "Controguerra" Malvasia; "Controguerra" passito bianco; "Controguerra" Riesling; "Controguerra" passito rosso; "Controguerra" Moscato amabile; "Controguerra" Merlot; "Controguerra" Chardonnay.

Articolo 2. La denominazione di origine controllata "Controguerra" con le specificazioni aggiuntive o non "rosso" "bianco" "passito" "frizzante" "spumante", e conla specificazione aggiuntiva del nome di uno dei vitigni di cui all’art. 1 è riservata ai vini ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:"Controguerra" rosso, anche nella tipologia novello:Montepulciano n.:minimo 60%; Merlot o/e Cabernet Sauvignon: minimo 15%; possono concorrere alla produzione di detto vino le uve di altri vitigni, a bacca di colore analogo, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Teramo, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 25%, presenti in ambito aziendale;"Controguerra" bianco, anche nella tipologia frizzante:Trebbiano Toscano; minimo 60%; Passerina: minimo 15%; possono concorrere alla produzione di detto vino le uve di altri vitigni, a bacca di colore analogo, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Teramo, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 25%, presenti in ambito aziendale;"Controguerra" passito bianco:Trebbiano Toscano, Malvasia, Passerina, da soli o congiuntamente: minimo 60%; possono concorrere alla produzione di detto vino, fino ad un massimo del 40%, le uve di altri vitigni raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Teramo, presenti in ambito aziendale;"Controguerra" passito rosso: Montepulciano n.: minimo 60%; possono concorrere alla produzione di detto vino, da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 40%, le uve di altri vitigni autorizzati e/o raccomandati per la provincia di Teramo, presenti in ambito aziendale;"Controguerra" bianco spumante: Trebbiano: minimo 60%; Chardonnay, Verdicchio, Pecorino, da soli o congiuntamente: minimo 30% possono concorrere alla produzione di detto vino, da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 10%, le uve di altri vitigni autorizzati e/o raccomandati per la provincia di Teramo, presenti in ambito aziendale. La denominazione di origine controllata "Controguerra", con la menzione di uno dei seguenti vitigni "Merlot", "Cabernet", "Ciliegiolo", "Pinot nero", è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti costituiti per almeno l’85% dal corrispondente vitigno. Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve, a bacca rossa, di altri vitigni autorizzati e/o raccomandati per la provincia di Teramo, fino ad un massimo del 15% presenti in ambito aziendale. La denominazione di origine controllata "Controguerra", con la menzione di uno dei seguenti vitigni "Passerina", "Malvasia", "Riesling", "Moscato" (nella tipologia amabile), "Chardonnay", è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti costituiti per almeno l’85% dal corrispondente vitigno.Possono concorrere alla produzione di detti vini le uve, a bacca bianca, di altri vitigni autorizzati e/o raccomandati per la provincia di Teramo fino ad un massimo del 15%, presenti in ambito aziendale.È consentito l’uso di identificazioni toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento alle "vigne", dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato esclusivamente ottenuto, a condizione  che tali vigne siano indicate ed evidenziate separatamente all’atto della denuncia all’albo dei vigneti e che le uve da esse provenienti ed i vini da esse separatamente ed unicamente ottenuti siano distintamente indicate e caricati rispettivamente nella denuncia annuale di produzione delle uve e nei registri obbligatori di cantina.

Articolo 3. Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata "Controguerra" devono essere prodotte nella zona di produzione che comprende l’ intero territorio amministrativo dei comuni di Controguerra, Torano Nuovo, Ancarano, Corropoli e Colonnella, tutti in provincia di Teramo.

Articolo 4. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini "Controguerra" devono essere quelli tradizionali  della zona e comunque atte a conferire alle uve e ai vini le specifiche caratteristiche di qualità. Sono pertanto da considerarsi idonei, ai fini dell’iscrizione all’albo di cui all’art. 15 della legge 10 febbraio 1992, n. 164, unicamente i vigneti di giacitura ed esposizione adeguata con esclusione dei fondo valle, con altitudine non superiore a 440 metri e buona sistemazione idraulico agraria. I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati, o, comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino. È vietata ogni pratica di forzatura. È ammessa l’irrigazione di soccorso, prima dell’invaiatura, in annate siccitose. Per i nuovi impianti ed i reimpianti sono esclusi i sistemi espansi (tendone) ed il numero di ceppi per ettaro non deve essere inferiore a 2200, e la produzione media per ceppo non deve superare i kg 6. La resa massima di uva per ettaro in coltura specializzata non deve superare i 120 q.li/Ha per i vini rossi, con o senza l’indicazione di vitigno e i 140 q.li/Ha per i vini bianchi, con o senza l’indicazione di vitigno. Fermi restanti i limiti massimi sopra indicati la resa per ettaro in coltura promiscua deve essere calcolata, rispetto a quella specializzata, in rapporto alla superficie effettivamente coperta dalla vite. Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata "Controguerra" devono essere riportati nei limiti di cui sopra, purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti resa uva-vino per i quantitativi di cui trattasi. La resa massima dell’uva in vino non deve essere superiore al 70%. Qualora dovesse superare detto limite ma non oltre il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla d.o.c. "Controguerra". Oltre detto limite l’intera partita perde il diritto alla denominazione di origine controllata "Controguerra". La resa massima dell’uva per la tipologia passito non deve superare per il vino finito il 45%. Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini "Controguerra" rosso, con o senza indicazione di vitigno un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 11 gradi ed ai vini "Controguerra" bianchi, con o senza indicazione di vitigno, un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 10,5 gradi. Nel caso di rivendicazione del termine "vigna" non può essere effettuato alcun tipo di arricchimento.

Articolo 5. Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento obbligatorio devono essere effettuate nell’ambito dell’intero territorio dei comuni compresi nella zona di produzione di cui all’art. 3. Comunque, tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni siano effettuate anche nell’ambito territoriale dei comuni confinanti, a condizione che si tratti di casi preesistenti di aziende che da almeno 5 anni già vinificano o invecchiano, al momento dell’entrata in vigore del presente disciplinare di produzione, le uve proprie prodotte nell’ambito dei vigneti iscritti all’albo. Nella vinificazione sono ammesse solo le pratiche enologiche leali e costanti atte a conferire ai vini di cui sopra le loro specifiche caratteristiche. Il vino a denominazione di origine controllata "Controguerra" bianco non può essere immesso al consumo prima del 31 gennaio dell’anno successivo alla vendemmia e il vino a denominazione di origine controllata "Controguerra" rosso non prima del 31 marzo dell’anno successivo alla vendemmia. Il vino a denominazione di origine controllata "Controguerra" rosso, prodotto da uve che assicurino un titolo alcolometrico volumico totale naturale minimo dell’11,5 gradi, immesso al consumo con un titolo alcolometrico volumico naturale totale minimo del 12,5% dopo un periodo di invecchiamento di 24 mesi, a decorrere dal primo dicembre dell’anno della  vendemmia, di cui 6 mesi di affinamento in bottiglia, può portare in etichetta la menzione "riserva". Il vino a denominazione di origine controllata "Controguerra" rosso, imbottigliato entro il 31 dicembre dell’annata di produzione delle uve, può essere designato in etichetta con il termine "novello" purché la vinificazione delle uve sia condotta secondo la tecnica della macerazione carbonica per almeno il 30%, e nella produzione e commercializzazione siano rispettate le altre disposizioni previste dalla normativa vigente per questa tipologia di vino. Nella vinificazione del vino "Controguerra" passito nelle due tipologie bianco e rosso, il tradizionale metodo di vinificazione prevede quanto segue: l’uva, dopo aver subito un’accurata cernita, deve essere sottoposta ad un appassimento in locali idonei (è ammessa una parziale disidratazione con aria ventilata) e deve raggiungere un contenuto zuccherino non inferiore al 24%. L’uva può essere ammostata non prima del 1o dicembre dell’anno di raccolta e non oltre il 31 marzo dell’anno successivo. Il vino può essere posto in commercio ad iniziare dal 1° dicembre dell’anno successivo alla vendemmia. Il vino a denominazione di origine controllata "Controguerra" passito, se invecchiato per 30 mesi a decorrere dal 31 marzo dell’anno successivo alla vendemmia in caratelli di legno della capacità massima di 500 litri, può portare in etichetta la menzione "Annoso".

Articolo 6. I vini a denominazione di origine controllata "Controguerra" di cui all’art. 1 del presente disciplinare di produzione all’atto dell’immissione al consumo devono avere i seguenti requisiti:"Controguerra" rosso: colore: rosso rubino intenso; odore: vinoso; sapore: asciutto, leggermente tannico, caratteristico; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12%; acidità totale minima: 5 per mille; estratto secco netto minimo: 22 per mille."Controguerra" bianco: colore: giallo paglierino; odore: fruttato; sapore: secco, con leggero retrogusto amarognolo; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11%; acidità totale minima: 5 per mille; estratto secco netto minimo: 17 per mille."Controguerra" novello: colore: rosso rubino; odore: fruttato; sapore: sapido, leggermente acidulo; acidità totale minima: 5 per mille; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11%; estratto secco netto minimo: 20 per mille."Controguerra" bianco frizzante: colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli; odore: fruttato, floreale; sapore: fresco; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,5%; acidità totale minima: 5 per mille; estratto secco netto minimo: 17 per mille."Controguerra" spumante: colore: giallo paglierino; odore: bouquet fine persistente; sapore: garbatamente fresco, pieno, lungo, stoffa elegante, perlage fine; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,5%; acidità totale minima: 5 per mille; estratto secco netto minimo: 17 per mille."Controguerra" passito (nelle tipologie bianco e rosso): colore: dal giallo paglierino all’ ambrato intenso, se vengono utilizzate le uve a bacca bianca, granato tendente al mattone se vengono utilizzate le uve a bacca rossa; odore: etereo e caratteristico; sapore: armonico vellutato; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 14%; acidità totale minima: 5 per mille; estratto secco netto minimo: 21 per mille."Controguerra" Merlot: colore: rosso rubino; odore: fruttato e caratteristico; sapore: asciutto e caratteristico; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12%; acidità totale minima: 5 per mille; estratto secco minimo: 20 per mille."Controguerra" Cabernet: colore: rosso rubino; odore: erbaceo caratteristico; sapore: asciutto e caratteristico; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12%; acidità totale minima: 5 per mille; estrattosecco minimo: 20 per mille."Controguerra" Ciliegiolo: colore: rosato tendente al cerasuolo; odore: tipico; sapore: asciutto ed armonico; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,5%; acidità totale minima: 5 per mille; estratto secco netto minimo: 18 per mille."Controguerra" Pinot nero: colore: rosso rubino poco intenso; odore: intenso caratteristico; sapore: armonico leggermente amarognolo; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,5%; acidità totale minima: 5 per mille; estratto secco netto minimo: 18 per mille."Controguerra" Passerina: colore: giallo paglierino con riflessi dorati; odore: tenue; sapore: fresco e sapido; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11%; acidità totale minima: 5 per mille; estratto secco netto minimo: 17 per mille."Controguerra" Malvasia: colore: giallo paglierino intenso; odore: tipico; sapore: gradevolmente asciutto; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11%; acidità totale minima: 5 per mille; estratto secco netto minimo: 17 per mille."Controguerra" Riesling: colore: giallo paglierino con sfumature verdoline; odore: caratteristico e gradevole; sapore: secco, fresco, armonico; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11%; acidità totale minima: 5 per mille; estratto secco netto minimo: 16 per mille."Controguerra" Moscato amabile: colore: paglierino carico; odore: armonico e caratteristico; sapore: amabile e armonico; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,5% di cui 9% svolti; acidità totale minima: 5 per mille; estratto secco netto minimo: 17 per mille."Controguerra" Chardonnay: colore: giallo paglierino poco intenso; odore: delicato, gradevole e caratteristico; sapore: secco, armonico; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11%; acidità totaleminima: 5 per mille; estratto secco netto minimo: 17 per mille.

Articolo 7. Nella designazione dei vini "Controguerra" è facoltativa la specificazione aggiuntiva riferentesi al colore; detta specificazione, se usata, e quelle riferentesi ad un vitigno devono essere apposte subito dopo la d.o.c. "Controguerra". La specificazione aggiuntiva "riserva" deve figurare in etichetta al di sotto della dicitura "denominazione di origine controllata" e non può essere intercalata tra quest’ultima e la denominazione "Controguerra". In ogni caso la specificazione "riserva" deve figurare in caratteri di dimensioni non superiori a quelli utilizzati per la denominazione stessa. Nella designazione e presentazione del vino a denominazione di origine controllata "Controguerra" è vietato l’uso di qualificazioni aggiuntive diverse da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi superiore, extra, fine, scelto, selezionato e similari. È consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente. Le indicazioni tendenti a qualificare l’attività agricola dell’imbottigliatore quali "viticoltore-tenuta-podere-cascina" ed altri termini similari sono consentiti in osservanza delle disposizioni UE e nazionali in materia. È consentito altresì l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento a unità amministrative, frazioni, aree, zone, località dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto. Nella designazione e presentazione di tutti i vini a denominazione di origine controllata "Controguerra" deve figurare l’annata di produzione delle uve.

Articolo 8. Tutti i vini a denominazione di origine controllata "Controguerra" per l’immissione al consumo, se confezionati, devono essere imbottigliati in recipienti di vetro da 0,187 - 0,375 - 0,750 - 1,0 - 1,5 - 3 litri, e per quanto riguarda l’abbigliamento e la tipologia, confacenti ai tradizionali caratteri di vini di pregio. I recipienti di cui sopra devono essere chiusi con tappo di sughero ed è consentito il tappo a vite per i recipienti da 0,187 ed 1,0 litri.

Montepulciano d'Abruzzo Doc
Disciplinare di produzione

Articolo 1. La denominazione di origine controllata "Montepulciano d'Abruzzo" è riservata al vino, nelle tipologie rosso e cerasuolo, che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.

Articolo 2. Il vino "Montepulciano d'Abruzzo" deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti dal vitigno "Montepulciano"; possono concorrere le uve di altri vitigni a bacca rossa non aromatici raccomandati od autorizzati per le provincie di Pescara, Chieti, L'Aquila e Teramo da sole o congiuntamente fino ad un massimo del 15%.

Articolo 3. Le uve destinate alla produzione del vino a denominazione di origine controllata "Montepulciano d'Abruzzo" devono esser prodotte nella circoscrizione territoriale della regione abruzzese e ottenute unicamente da vigneti ubicati in terreni collinari o di altopiano, la cui altitudine non sia superiore ai 500 metri s.l.m. ed eccezionalmente ai 600 metri per quelli esposti a mezzogiorno, nonché da quelli degradanti verso il mare con esclusione dei fondovalle umidi. In particolare i territori interessati alla produzione del vino "Montepulciano d'Abruzzo" comprendono:
1) In provincia di Chieti l'intero territorio dei comuni di: Altino, Archi, Ari, Arielli, Atessa, Bomba, Bucchianico, Canosa Sannita, Casanditella, Casalanguida, Casalincontrada, Carpineto Sinello, Casalbordino, Casoli, Castel Frentano, Celenza sul Trigno, Chieti, Crecchio, Cupello, Filetto, Fossacesia, Francavilla, Fresagrandinaria, Frisa, Furci, Gissi, Giuliano Teatino, Lanciano, Lentella, Miglianico, Monteodorisio, Mozzagrognia, Orsogna, Ortona, Paglieta, Perano, Poggiofiorito, Pollutri, Ripa Teatina, Rocca San Giovanni, San Buono, Sant'Eusanio del Sangro, San Giovanni Teatino, Santa Maria Imbaro, San Martino sulla Marrucina, San Salvo, San Vito Chietino, Scerni, Tollo, Torino di Sangro, Torrevecchia Teatina, Treglio, Vasto, Villalfonsina, Villamagna, Vacri; e parte dei comuni di: Roccamontepiano e Fara F. Petri: (…) 2) In provincia dell'Aquila l'intero territorio di comuni di: Acciano, Anversa degli Abruzzi, Balsorano, Bugnara, Canistro, Capestrano, Castel di Ieri, Castelvecchio Subequo, civita d'Antino, Civitella Roveto, Cocullo, Corfinio, Fagnano Alto, Fontevecchio, Fossa, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, Introdacqua, Molina aterno, Morino, Ofena, Pacentro,  Poggio, Picenze, Pratola Peligna, Pettorano sul Gizio, Prezza, Raiano, Rocca Casale, San Demetrio nei Vestini, Sant'Eusanio Forconese, San Vincenzo, Valle roveto, Secinaro, Sulmona, Tione, Villa S. Angelo, Villa S. Lucia, Vittorito.3) In provincia di Pescara l'intero territorio dei comuni di: Alanno, Bolognano, Bussi, Cappelle sul Tavo, Castiglione a Casauria, Catignano, Cepagatti, Città Sant'Angelo, Civitella Casanova, Civitaquana, Collecorvino, Cugnoli, Elice, Loreto Aprutino, Manoppello, Montesilvano, Moscufo, Nocciano, Penne, Pianella, Pietranico, Picciano, Pescara, Popoli, Rosciano, San Valentino, Scafa, Spoltore, Tocca Casauria, Torre de' Passeri, Turrivalignani, Vicoli; e parte dei comuni di: Farindola (…) 4) In provincia di Teramo l'intero territorio dei comuni di: Alba Adriatica, Ancarano, Atri, Basciano, Bellante, Bisenti, Campli, Canzano, Castel Castagna, Castellato, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Cermignano, Civitella del Tronto, Colledara, Colonella, Controguerra, Corropoli, Giulianova, Martinsicuro, Montefino, Morrodoro, Mosciano, Nereto, Notaresco, Penna S. Andrea, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Sant'Egidio, Santo Omero, Silvi, Teramo, Torano Nuovo, Tortoreto, Tossicia e la frazione di Trignano del comune di Isola del Gran Sasso d'Italia.

Articolo 4. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino "Montepulciano d'Abruzzo" devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche. I sesti di impianto, le forme di allevamento e i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche dell'uva e del vino. Sono pertanto da considerarsi idonei unicamente i vigneti ubicati su terreni che rispondono alle condizioni di cui al primo comma del precedente articolo 3. È vietata ogni pratica di forzatura. La resa massima di uva ammessa alla produzione del vino "Montepulciano d'Abruzzo", non deve essere superiore a 140 q.li per ettaro di vigneto in coltura specializzata. Fermo restando il limite massimo sopra indicato, la resa per ettaro in coltura promiscua deve essere calcolata, rispetto a quella specializzata, in rapporto all'effettiva superficie coperta dalla vite. A detto limite anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un'accurata cernita delle uve, purchè la produzione non superi del 20% il limite medesimo. La resa massima dell'uva in vino non deve essere superiore al 70%.

Articolo 5. Le operazioni di vinificazione, conservazione e invecchiamento devono essere effettuate nell'interno della zona di produzione delimitata nel precedente articolo 3. Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell'intero territorio dei comuni anche se soltanto in parte compresi nella zona delimitata. Il vino "Montepulciano d'Abruzzo" rosso non può essere immesso al consumo prima del 1° marzo successivo all'annata di produzione delle uve; la tipologia "cerasuolo" può essere immessa al consumo a partire dal 1° gennaio dell'anno successivo alla vendemmia. Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al , "Montepulciano d'Abruzzo" un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 11,5%. Le uve destinate alla produzione del vino "Montepulciano d'Abruzzo", avente diritto alla qualificazione "riserva" devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 12%. Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti, atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche. È consentito solo l'arricchimento con mosto concentrato rettificato (Mcr) nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia. Qualora le uve di cui all'articolo 2 vengano vinificate in presenza della buccia per un limitato periodo di fermentazione, è concesso al vino ottenuto, in considerazione del suo colore, rosso ciliegia, l'uso in etichetta della specificazione "cerasuolo". Disciplinare di produzione Montepulciano d’Abruzzo.

Articolo 6. Il vino "Montepulciano d'Abruzzo", all'atto dell'immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche: Tipologia "rosso"; colore: rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee, con tendenzaal granato se invecchiato; odore: profumi di frutti rossi, spezie, intenso, etereo; sapore: pieno, asciutto,armonico, giustamente tannico; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12%; acidità totale minima: 4,5 per mille; estratto secco netto minimo: 21 per mille.Tipologia "cerasuolo"; colore: rosso ciliegia più o meno carico; odore: gradevole, delicatamente vinoso, fruttato, fine e intenso; sapore: secco, morbido, armonico, delicato con retrogusto gradevolmente mandorlato; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12%; acidità totale minima; 4,5 per mille; estratto secco netto minimo: 16 per mille.È facoltà del ministro dell'Agricoltura e delle Foreste di modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l'acidità totale e l'estratto secco netto. Il vino "Montepulciano d'Abruzzo" rosso può fregiarsi della menzione "riserva" qualora all'atto dell'immissione al consumo abbia un titolo alcolometrico volumico totale minimo di 12,5% ed un estratto secco netto minimo di 22 per mille sia stato sottoposto a un periodo di invecchiamenlo non inferiore ad almeno due anni, di cui nove mesi in botti di legno, a decorrere dal 1° novembre dell’annata di produzione delle uve.

Articolo 7. Nella presentazione e designazione del vino a denominazione di origine controllata “Montepulciano d'Abruzzo” è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi "extra", "fine", "superiore", "scelto", "selezionato" e similari. È consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l'acquirente. Le indicazioni tendenti a specificare l'attività agricola dell'imbottigliatore quali "viticoltore", "fattoria", "tenua", "podere", "cascina" ed altri termini similari sono consentite in osservanza delle disposizioni CEE e nazionali in materia. È consentito l'utilizzo delle menzioni geografiche aggiuntive di cui all'art. 6 della legge n. 164/1992 e riferite ai comuni, frazioni e località compresi nell'area di cui al precedente art. 3, nel rispetto delle condizioni stabilite dal decreto ministeriale 22 aprile 1992. Nella designazione del vino D.O.C. "Montepulciano d'Abruzzo" deve figurare l'annata di produzione delle uve. Disciplinare di produzione Montepulciano d’Abruzzo.

Articolo 8. Tappatura e recipienti. È consentito l'uso sia del tappo vite che del tappo raso bocca. Per il vino "Montepulciano d'Abruzzo" che si fregia della menzione "riserva" e' consentito solo l'uso del tappo di sughero raso bocca. I recipienti per il confezionamento del vino "Montepulciano d'Abruzzo" devono essere di vetro.Il disciplinare di produzione del Montepulciano d’Abruzzo introduce due nuove sottozone, entrambe nella provincia di Pescara: "Casauria" o "Terre di Casauria" e "Terre dei Vestini".

Case vinicole nelle vicinanze del Resort Olympus Di Alba Adriatica

L'azienda Vinicola Emidio Pepe è nata nel 1964 a Torano Nuovo per iniziativa di Emidio Pepe. E’ un’azienda a carattere familiare e produce vino di alta qualità; si trova in Val Vibrata, in provincia di Teramo, a 15 km dal mare e a 25km  dalla montagna, vicino al confine con le Marche in una posizione collinare particolarmente adatta per la produzione del Montepulciano d’Abruzzo. La qualità del vino Pepe nasce principalmente dal vigneto e dalla composizione ed esposizione del terreno che conferiscono alle uve caratteristiche di “tipicità” e “territorialità” uniche. L'azienda segue scrupolosamente e da sempre le tecniche dell’agricoltura Biologica (l’azienda è certificata e assoggettata al Regime di  Controllo previsto dal Regolamento CEE 2092/91 ed è controllata dall’Istituto Mediterraneo di Certificazione di Ancona). Inoltre, la qualità del vino PEPE viene esaltata dal rispetto delle antiche e consolidate procedure di vinificazioni quali:
la raccolta eseguita esclusivamente a mano con selezione dei grappoli
la pigiatura effettuata con i piedi in vasca di legno per le uve bianche (Trebbiano d’Abruzzo)
la diraspatura a mano delle uve rosse (Montepulciano d’Abruzzo) che consentono di produrre un vino particolarmente adatto all’invecchiamento.
Azienda: AZIENDA AGRICOLA BIO “EMIDIO PEPE”
Telefono: 0861-856493 Fax: 0861-856493
Indirizzo: via Chiesi, 10 Torano Nuovo - Torano Nuovo – 64010
www.emidiopepe.com
info@emidiopepe.com

L’Azienda Agricola La Quercia è una piccola azienda vitivinicola che si estende per circa 12 ettari di vigneto e circa tre ettari di oliveto con annesso uno stabilimento enologico di circa 400 mq con capacita’ produttiva di circa 4000 hl di vino. I terreni vengono coltivati con metodo biologico, poiché l’attività dell’azienda è improntata al rispetto per la natura in quanto si è convinti che ciò’ sia fondamentale per ottenere un buon prodotto e per rispettare la salute dell’uomo e della fauna. Alla base della lavorazione c’è la qualità e la tipicità del prodotto che consente l’identificazione del vino e della terra d’origine.
Azienda: La Quercia Indirizzo: Contrada Colle Croce, Morro d'Oro (Te) - Morro D'Oro - 64020
Telefono: 085/8959110 Fax: 085/8959110
www.vinilaquercia.it
info@vinilaquercia.it

L’azienda Agricola Camillo Montori è ciò che rimane dell’antico Feudo di Monte Aureo, situato nella fascia collinare dell’Abruzzo Petruziano a pochi chilometri dal mare. Negli anni 60 la vecchia azienda Mezzadrile e le Antiche Masserie di proprietà della famiglia Montori vengono trasformate. Attualmente l’azienda ha una superficie di circa 70 ettari equamente distribuiti tra le varie esigenze produttive: 50 ettari di vigneto, 10 ettari di frutteto, 5 ettari di uliveto e il resto a coltura promiscua tipica del paesaggio abruzzese. L’azienda è dotata di una cantina della capacità di 10.000 ettolitri modernamente attrezzata dove si lavorano uve tutte di produzione aziendale. I vini che ne derivano sono il risultato di un lavoro paziente e di una conoscenza sicura di tecniche di vinificazione avanzate che, pur rispettando antichi metodi di lavorazione, sono alla continua ricerca di moderne tecnologie che permettano di sublimare i prodotti di una terra generosa. Annessa all’azienda è stata ristrutturata una piccola foresteria dove è possibile gustare i vini di produzione aziendale accompagnati da piatti molto semplici derivanti da una cucina che si può definire di confine in quanto facente parte di un comprensorio che non è solamente abruzzese, ma in cui si inseriscono elementi di tradizione marchigiana. All’interno della cantina si trova un piccolo museo allestito con pezzi trovati in azienda e con reperti provenienti dalla affettuosa ed ostinata ricerca di Camillo Montori che vuole rievocare vecchi metodi di lavorazione della nostra zona. I vini di produzione aziendale sono principalmente venduti in regione, essenzialmente a ristoranti, enoteche, botteghe specializzate e privati; oltre il 30% viene esportato in quasi tutti i paesi.
Azienda: Azienda Agricola Camillo Montori Indirizzo: Piane Tronto 82, Controguerra - Controguerra - 64010
Telefono: 0861 809900 Fax: 0861 809912
www.montorivini.it
info@montorivini.it

La casa vinicola Colonnella è una realtà con oltre 400 ettari di vigneto che disegnano le colline che scivolano fino al mare. I vitigni coltivati sono quelli classici del trebbiano e del montepulciano d'Abruzzo, della passerina, della malvasia edel pecorino. I sistemi di coltivazione sono quelli tradizionali a tendone e a spalliera. La produzione annua di vino raggiunge i 35.000 hl, di cui 1.500 botti di rovere francese, particolarmente indicate per la  maturazione e l'invecchiamento di vini pregiati. Sapori inconfondibili e genuini frutto di una natura generosa e della sapiente esperienza dell'uomo.
Azienda: Cantina Colonnella Soc. Coop. Agricola Indirizzo: via Vibrata, 72 - Colonnella - 64010 Colonnella
Telefono : 0861 714777 Fax: 0861 710405
www.cantinacolonnella.it
info@cantinacolonnella.it

Nel 1899 il capostipite Emidio Pepe era già conosciuto per la produzione del buon vino. Nel 1964 Emidio Pepe fu il primo a scommettere sul Montepulciano d’Abruzzo, iniziando a imbottigliare il suo “oro nero”. Le figlie nel 1997 iniziano a sperimentare, innovando le tecniche di vinificazione nel rispetto delle tradizioni di famiglia. Nel 2003 Stefania crea la sua 1° cantina biodinamica a 10 mt sotto terra con 3 livelli  per effettuare la vinificazione a caduta gravitazionale: fermentazione in cemento per il biologico tradizionale, in acciaio per il biologico innovativo ed in grandi tini di legno per la fermentazione del vino biodinamico. Ciò che rende i nostri vini così unici ed inimitabili sono:
la passione nel vivere i nostri otto ettari di vigneti coltivati secondo i metodi biologici e biodinamici
l’energia nel di-raspare a mano e nel pigiare con i piedi le uve coltivate secondo i metodi biodinamici
la fermentazione naturale senza aggiunta di lieviti o anidride solforosa
gli ampi spazi aperti della cantina di vinificazione sotterranea su 3 livelli
 l'abbraccio tenero e forte della terra nei locali di invecchiamento dove il vino in  bottiglia resta ad invecchiare per 5… 10… 20… anni.
L'imbottigliamento del vino biodinamico rigorosamente a mano con sifone e cannella di canna, tutto per caduta gravitazionale senza essere filtrato..... Il mio vino deve avere la vita dentro.
Azienda: AZ.AGRI-BIO-VITIVINICOLA STEFANIA PEPE Indirizzo: via Grande per Controguerra, 33 - Controguerra - 64010 Torano Nuovo (TE)
Telefono: +39.0861.75.20.22 Fax: +39.338.39.07.313
www.montepulcianodabruzzo.it
pepe@montepulcianodabruzzo.it

Azienda Agricola Di Giovampietro
Piccola realtà a conduzione familiare, l'azienda della famiglia Di Giovampietro opera sulle colline di Giulianova sin dall'inizio dell'800 ma è solo dal 1990 che avvia la fase dell'imbottigliamento. Alla guida è oggi Flaviano Di Giovampietro che, completati gli studi in enologia, si dedica con attenzione ai 16 ettari di proprietà dove coltiva i principali vitigni autoctoni della regione, il montepulciano ed il trebbiano d'Abruzzo, la anche la passerina e il pecorino, insieme ad altre varietà quali lo chardonnay, la malvasia ed il sangiovese.
Azienda: Di Giovampietro Flaviano Indirizzo: traversa Moruzzi, 9 - Giulianova - 64021 Giulianova
Telefono : 085 8002569 Fax: 085 8002569
ivinidiferruccio@alice.it

L’azienda agricola Strappelli è una piccola azienda di appena sette ettari interamente coltivati a vigneto situata nel comune di Torano Nuovo. Da generazioni viticultori, è da circa 15 anni che Guido Strappelli, convertita  l’azienda in biologico, ha iniziato a produrre vini di qualità e pregio, fedele ad una tradizione antica senza rinunciare ai benefici che la moderna tecnologia offre. I prodotti di punta sono il “Celibe” Montepulciano d’Abruzzo Riserva, Colline Teramane ed il “Soprano” IGT, un bianco proveniente da un vitigno autoctono denominato “Pecorino”. L’azienda esporta prevalentemente in Germania e Svizzera.  La produzione
“Celibe” Montepulciano d’Abruzzo riserva, Colline Teramane, “Strappelli” Montepulciano d’Abruzzo, “Strappelli” Trebbiano d’Abruzzo, “Soprano” Pecorino, “Strappelli” Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo.
Azienda: Az.Agr.Vitivinicola Strappelli Indirizzo: Via Torri, 15 - Torano Nuovo - 64010 Torano Nuovo
Telefono: 0861/887402 Fax: 0861/818829
www.cantinastrappelli.it
info@cantinastrappelli.it

L’azienda vitivinicola Lepore, fondata nel 1992, è situata vicino alla strada provinciale che da Colonnella porta verso la Val Vibrata nel versante sud del paese. Il fondatore, Luigi Lepore, ha trasmesso ai suoi collaboratori il profondo rispetto per la produzione tradizionale di vini Abruzzesi, interpretati n modo moderno, predisposti a soddisfare i sempre più attenti gusti dei consumatori. L’azienda lavora su 43 ha di vignenti di proprietà, di questi 34 ha a Montepulciano d'Abruzzo, 4ha a Trebbiano d'Abruzzo e 5ha a Passerina, particolare vitigno autoctono, vera riscoperta dell’azienda Lepore. La produzione è completamente registrata a D.O.C. e comprende Montepulciano d'Abruzzo D.O.C.e D.O.C.G. delle Colline Teramane in diverse riserve, Montepulciano d'Abruzzo Cerasuolo D.O.C., Trebbiano d'Abruzzo D.O.C. e Controguerra Passerina D.O.C. Inoltre l'azienda si impegna in produzioni di limitata tiratura ma molto particolari quali: Vino passito da uve Montepulciano, Passerina fermentata in piccoli carati di acacia, Olio extra vergine di oliva, vino Novello e grappa.
Contatti Azienda: AZ. VIT. LEPORE DI G. LEPORE & C. SNC
Indirizzo: contrada civita 29 - Colonnella - 64010 colonnella
Telefono: 0861-70860 Fax: 0861-70860
www.vinilepore.it
info@vinilepore.it

Su dolci pendii nel comune di Notaresco si estende la proprietà Nicodemi.  L’intuizione vincente dell’azienda è stata di reinterpretare la tradizione, di fare vino in chiave moderna. Nel 1970 Bruno Nicodemi avvia il programma di trasformazione fondiaria dei terreni di proprietà di famiglia da più generazioni. Matura la convinzione di valorizzare i vitigni autoctoni Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo. Negli anni successivi vengono annessi alla tenuta i migliori terreni adiacenti. Nel 2000 la conduzione aziendale passa nelle mani di Elena ed Alessandro Nicodemi, figli di Bruno, che con grande passione danno nuovo impulso per l’affermazioni dei vini prodotti dall’azienda. “Tradizione, innovazione, terroir sono le parole che ispirano ogni giorno il nostro lavoro. L’attenzione è rivolta alla produzione di vini di qualità che riflettano le peculiarità del nostro territorio, valorizzando la nostra filosofia produttiva incentrata sui vitigni autoctoni.” L’azienda oggi si estende su una superficie di 38 ettari in un unico corpo. I 30 ettari coltivati a vigneto appartengono alle zone della d.o.c.g. Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane, della d.o.c. Montepulciano d’Abruzzo e della d.o.c. Trebbiano d’Abruzzo. I terreni godono di particolari caratteristiche pedoclimatiche quali la favorevole esposizione a sud/sudest, il clima temperato e l’altitudine di 300 metri sul livello del mare. Le uve selezionate mediante la raccolta manuale, sono trasferite nella moderna e funzionale cantina dove vengono vinificate con lunghe fermentazioni a temperatura controllata. La cantina di elevazione ospita sia le piccole botti di rovere francese da 225 litri che le più tradizionali botti da 2500 litri dove i vini rossi maturano. I locali della cantina seminterrati sono in grado di mantenere la temperatura e i livelli di umidità necessari per l’affinamento ottimale dei vini. “L’amore per questa terra e l’entusiasmo per trarne da essa il prodotto vino, ha fatto di noi dei vignaioli che hanno scelto questo lavoro guidati primariamente dalla passione.”
Azienda: Nicodemi Indirizzo: contrada Veniglio - Notaresco - 64024 Notaresco
telefono: 085 895 493 Fax: 085 895 88 87
www.nicodemi.com
fattoria.nicodemi@tin.it

Con una filosofia di produzione imperniata sulla riscoperta e la razionalizzazione di antichi metodi di coltivazione e trasformazione, l’azienda agricola Fiore – Podere S.Biagio, coltiva, con metodo biologico, vigneti di montepulciano, passerina, pecorino, malvasia,  merlot e cabernet le cui uve vengono trasformate tutte in azienda. La particolare vocazione territoriale di tutto l’areale  facilita la produzione di vini con spiccate caratteristiche oltre a prodotti tradizionali  come il “Vino cotto”, l’olio extra vergine di oliva, il farro, le confetture e il mosto cotto che  vengono impiegate e trovano la massima espressione nel piccolo ritrovo agrituristico dove si fondono storia e pratica agricola, con l’occhio attento al territorio e alle tradizioni della cucina teramana e di confine. L’ospite che arriva si trova subito proiettato nella quiete della campagna,  in uno spaccato di vita agricola, grazie anche alla riscoperta e valorizzazione di antichi mestieri come la tessitura e la colorazione naturale dei tessuti.
Azienda: Bio Agricola Fiore-Podere San Biagio Indirizzo: Via San Biagio 13 - Controguerra - 64010
Telefono: 0861 89606 Fax: 0861 89606
www.gioiedifattoria.com
gioiedifattoria@tiscalinet.it

Edda Marozzi può contare su 29 ettari di proprietà, 4 dei quali sono coltivati a vite e dislocati in contrada San Giovanni di Martinsicuro mentre i restanti sono destinati alla coltivazione dell'olivo e dei cereali. La produzione aziandale comprende la linea "Di" che conta i vini doc Montepulciano d'Abruzzo, rosso e Cerasuolo, e Trebbiano d'Abruzzo, l'etichetta "Gocce" e la nuova Docg Colline Teramane "Man" per un totale di 35 mila bottiglie prodotte ogni anno.
Azienda: Azienda Agricola Edda Marozzi Indirizzo: via Roma 284 - Martinsicuro - 64014
Telefono: 0861 797782 – 3492851103 Fax: 0861 797782
www.oliomarozzi.it
info@oliomarozzi.it

Nelle splendide colline teramane che si affacciano sulla Val Vibrata a ridosso del mare Adriatico è situata l'azienda vitivinicola biologica De Angelis Corvi. L'azienda ha un'estenzione di 13 ha. con una superficie vitata di 7 ha. a Montepulciano d'Abruzzo e 2 ha. a Trebbiano, Malvasia e Passerina. I vigneti sono tutti annessi alla cantina ad un'altitudine di circa 250 mt. sul livello del mare, con esposizione sud - sudest - sudovest, con sistema di allevamento a spalliera - cordone speronato con una densità di 5000 ceppi per ha. La raccolta delle uve viene effettuata a mano in cassette da 20 kg, con accurata selezione. La vendemmia è condotta con metodi da agricoltura biologica e si avvale della consulenza dell'agronomo Renato Ragnoli e dell'enologo Goffredo Agostini, coordinato dall'enologo Attiglio Pagli.
Azienda: Corrado De Angelis Corvi Indirizzo: C.da Pignotto - Controguerra - 64010 Controguerra
Telefono: 0861-89475 Fax: 0861-89475
www.deangeliscorvi.it
corrado@deangeliscorvi.it

L’Azienda Agricola “Antonio ed Elio Monti” trova le sue origini nell’Ottocento, con una produzione vitivinicola che nasce e si sviluppa su terreni di esclusiva proprietà della famiglia, sulle dolci colline di Controguerra. Da un’iniziale attività a carattere strettamente privato, seppure assai apprezzata da numerosi estimatori, la realtà produttiva della famiglia Monti vede ben presto la felice opportunità di un accrescimento volto a far conoscere e gustare i propri vini ad un più vasto pubblico. I vigneti della famiglia Monti accolgono su terreni argillosi e sabbiosi il Montepulciano, il Trebbiano, il Cabernet, lo Chardonnay, il Merlot, il Sangiovese, nonché gli autoctoni Pecorino e Passerina. Dalle splendide e rigogliose viti i fratelli Monti, con premura e passione, da ormai cinquant’anni curano personalmente la nascita e l’invecchiamento dei loro vini. Con gli anni, le tecnologie più raffinate e la preziosa collaborazione di tecnici di indiscussa esperienza, come l’enologo Dottor Riccardo Cotarella, hanno contribuito a rendere via via migliore e sempre più prestigiosa la produzione familiare, senza nulla togliere al calore della tradizione e alle attenzioni peculiari dei due fratelli. Per i fratelli Monti, ed ora anche per la nuova generazione, il vino a regola d’arte è, da sempre, una inossidabile ed irrinunciabile tradizione di famiglia!
Azienda: AZIENDA AGRICOLA ANTONIO ED ELIO MONTI di Antonio Monti ed eredi di Elio Monti Indirizzo: contrada Pignotto - Controguerra - 64010 Controguerra
Telefono: +39 0861 89042 Fax: +39 0861 89692
www.vinimonti.it
info@vinimonti.it

La famiglia Illuminati possiede una delle aziende stroriche della provincia di Teramo, forte di oltre  cento ettari di proprietà e di una gamma di vini ampia e prestigiosa. La cantina sotterranea conserva l'invecchiamento dei diversi vini rossi Doc e Docg, maturati sia in botti di grande dimensione. sia in piccoli fusti. I bianchi sono prevalentemente a base trebbiano e chardonnay.
Azienda: Aziend Agricola Illuminati Dino Indirizzo: contrada San Biagio, 18 - Controguerra - 64010 Controguerra
telefono: 0861 80 80 08 Fax: 0861 81 00 04
www.illuminativini.it
info@illuminativini.it

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